Caffè. Latte: finito. Primo pensiero: "Quattroruote" di luglio 2007.


Appena mi sveglio, non sono un tipo dinamico. Non corro in bagno, nè mi vesto alla cieca sbagliando (of course) il colore dei calzini. Non mi faccio la barba, nè ho già pronta la macchinetta del caffè. Appena mi sveglio (certo sempre di buon ora), vado sulla terrazza, alzo gli occhi e mi accorgo già se sarà una giornata di merda o meno. La mia scala di gradimento è: meglio troppo sole che troppa pioggia, odio i climi di mezzo, l'umido, il vento. Ho i capelli miracolati, nel senso che riuscirli a pettinare è già un miracolo, quindi il vento rientra nella mia lista nera del mattino. Scalzo rientro in casa, preparo il caffè mentre fumo la sigaretta pre-coffee. Brutto vizio, l'ho preso da poco. Nel frattempo consulto i principali portali di informazione dal telefonino. Questa mattina, il telefonino era scarico. La presa è lontana. Poco male, mi informerò dopo. Pensando al brutto tempo che tira stamattina, un umido-ventoso (prima tranche di bestemmie), preparo la colazione con calma tibetana.
Il latte è finito.
Il tempo fa schifo.
Il telefono è scarico.
Guardo la confezione del caffè, sarà del 1998.

2 commenti:

Adriana Pagnottelli ha detto...

che bello il paradosso della vita reale...

toda ha detto...

Già...

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